PER ESEMPIO… modelli e testimoni del possibile

Una pausa nel mio divenire di lavoro, un’occasione di riflettere, quella degli incontri proposti dal programma PER ESEMPIO.

Inizia l’estate, e c’è tanta voglia di fermarsi, mi viene proposta l’ultima attività, che prendo, come di consuetudine, pensando a obiettivi, risultati e tipo di contributo che sono in grado di apportare.

E poi, gli incontri, le conversazioni, i momenti, soprattutto i momenti con i loro volti, luci, profumi, gusti, i momenti, mi fanno tornare dentro la mia storia come mai prima in tanto tempo, a capire le trame di senso che fra quel passato lontano -a volte abbandonato- e questo presente impensato, s’intrecciano per creare il mio mondo.

Vengo invitata come testimone, sulla tematica dei Diritti Umani, considerando la mia attività professionale relativa all’educazione e la cooperazione; ma anche per quella storia di vita che conosce gli anni della Dittatura argentina…

Questi i miei pensieri

Credo che l’istruzione per tutti sia una battaglia perenne, più attuale che mai. Perchè essa si gioca sul piano del apprendimento permanente e di qualità. E’ vero che molti più bambini hanno accesso all’educazione iniziale e primaria; ma mentre nell’UE si punta a partecipare all’istruzione secondaria per la maggior parte della popolazione, su certe aree del pianeta parliamo di accesso delle bambine all’educazione di base. E’, per esempio in Latinoamerica, delle notevolissime differenze di qualità fra chi paga e chi non paga, sono oggi presenti più che mai. Ma con l’impoverimento della società queste differenze di qualità tenderanno ad acuirsi  ovunque.

Istruzione Pubblica, gratuita, controllata dai cittadini ma in un delicato bilancio con processi di valutazione esterna dove ci sia il rispetto della libertà ed autonomia intelettuale del docente.

(…)

Due cose soprendono al latinoamericano dal sistema dell’istruzione italiano. In primo luogo l’eccellenza della rete di scuole pubbliche, che oggi putroppo soffre le problematiche aperte dalla crisi e da certe scelte politiche. Ma nel contempo, la differenza che a volte si viene a creare fra genitori e docenti, come se non fossero entrambi portatori di una responsabilità essenziale, che è quella di accompagnare i bambini, ragazzi, ragazze, ad entrare in una società altamente complessa, essendo testimoni di valori come generazione precedente, e come cultura. La diffidenza porta all’abbandono di progetualità, a quelle che io chiamerei “le piccole rivoluzioni”, della quotidianità. Laddove i media, la crisi, le decisioni politiche, mi costringono a rivedere il mio spazio di libertà come persona, ad abbandonare mie scelte deontologiche e di valori personali, io scelgo la piccola rivoluzione quotidiana, la ribellione, per allargare questo spazio (personale).

Ho la sensazione -ecco il cuore di quella che vuole essere la mia testimonianza- di stanchezza e oblio nella società  europea (soprattutto quella italiana) -naturalmente, quella che conosco-. Oblio delle lotte, degli eroi, dei valori. Quando sentivo parlare alcuni docenti, amareggiati per la situazione della scuola, mi chiedevo, dove sta il ricordo della Scuola di Barbiana, dove sta quest’immagine del docente come un architetto, un ingegnere che interviene nel macchinario del cambiamento sociale.

E allora io, in tutte le mie sfere della vita quotidiana, di pratica professionale, invito alle rivoluzioni, questo modo di vivere e di agire che è molto latinoamericano, del quale Salvador Allende, ma anche Neruda, De Benedetti, Siqueiros, Freire, Garcia Marquez, oltre il banale icona del “Che” . sono esempio.

Il mondo è imperfetto, ma quale mondo sarebbe senza l’imperfenzione, e senza gli spazi di sogni e di speranza che il vuoto viene a creare? Le aule debbono fare luogo a questo…Mi rammarica vedere aule che che vengono riempite di inutili tecnicismi, alle quali manca quella consapevolezza del docente di stare portando avanti una azione politica, di esercizio del diritto di avere voce, e di partecipare in un sistema sociale. Ed ecco che il diritto all’istruzione è intimamente legato al esercizio di tutti gli altri diritti: poichè essa è soprattutto, spazio per imparare a parlare e ad ascoltare.


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